La questione animale viene sovente articolata in base ai rapporti tra dieta e spazio nell’Antropocene. In qualità di persone vegetariane, ci muoviamo verso una prassi geografica arricchita dall’etica del vegetarianismo. In questa sede usiamo la vegetacritica per interpretare le presenze più-che-umane nei testi letterari quali nodi di questioni geografiche e alimentari. Le opere di Anna Maria Ortese, Han Kang e Mario Rigoni Stern servono a mettere in luce le interdipendenze tra specie da diverse prospettive. Consolidiamo così il percorso verso una transizione alimentare.
Parole chiave: ego-geografia, liberazione animale, memoria letteraria, politiche del cibo, scienze umane ambientali.
Prospects for Vegetacriticism, Combining Self-Knowledge and Literary Geography
Animal-related matters are often articulated in terms of links between eating habits and space in the Anthropocene. As a pair of vegetarians, we are committed to taking forward a geographical praxis enriched by the ethics of vegetarianism. Our article employs vegetacriticism to interpret more-than-human presences in literary texts as nodes of geographical and nutritional issues. Works by Anna Maria Ortese, Han Kang and Mario Rigoni Stern are brought into play to highlight interspecies relationships from a variety of perspectives. We thereby seek to help bring about a Great Food Transformation.
Keywords: autobiogeography, animal liberation, literary memory, food policies, environmental humanities.










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