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Il contributo dei condottieri all’avanza- mento dell’arte militare nei secc. XV-XVI Il caso di Dionigi di Naldo, armée savant ante litteram

Bazzocchi A.
Articolo Immagine
ISSN:
2279-9583
Rivista:
Rivista di studi militari
Anno:
2013
Numero:
2
Fascicolo:
Rivista di studi militari N. 2/2013

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Il periodo tardo-rinascimentale segna il ritorno in auge della fanteria. Il fenomeno si deve all’ascesa economico-politica dei ceti intermedi, dai quali provenivano in maggioranza i fanti e i loro condottieri. I primi artefici della rinascenza delle truppe appiedate furono gli svizzeri e i tedeschi, ma le innovazioni tattiche che fecero delle fanterie l’ago della bilancia degli scontri della prima età moderna si dovettero specialmente agli italiani e agli spagnoli. Per l’Italia si segnala il caso dei capitani romagnoli di Naldo e delle loro fanterie – i brisighelli – distintesi ad Agnadello (1509) e determinanti per la riconquista della Terraferma veneta occupata dai collegati di Cambrai. Caratteristica principale di queste unità era l’accentuata versatilità tattica, emersa anche nel periodo precedente al servizio per Venezia, associata a una ferrea disciplina, della quale esse diedero prova anche più tardi, nella battaglia di Ravenna (1512). I condottieri italiani recitarono un ruolo fondamentale nell’addestramento delle milizie nazionali degli stati italiani e valorizzarono l’utilizzo delle armi da fuoco. Grazie specialmente ai condottieri italiani tardo-rinascimentali si avviò il processo che avrebbe trasformato la pratica militare da arte a scienza. Parole chiave: Tarda Rinascenza - Di Naldo - Brisighelli - Fanteria - Armi da fuoco

The Late Renaissance period restored the infantry to the primary role in war which it had lost during the Middle Ages. This change was due to the ascent of the middle-classes, which served for the most part as foot-soldiers as well as mercenary captains. Swiss and German troops were at first the best, but soon they were equaled and finally outdistanced by Italian and Spanish units. Among the Italian warlords many of the most important sprang from the Romagnol di Naldo stem. These captains and their foot-soldiers – called brisgnels (“denizens of Brisighella”, the hill-town near Faenza from where for the most part they came) – soon became a backbone of the Venetian army and fought fiercely in the battle of Agnadello (1509). In the aftermath of the Venetian defeat they played a key-role during the war lead by Venice to free its landed Italian territories from the occupying French and Imperial armies. The Romagnol infantries were most appreciated for their tactical adaptability and discipline, which allow them to rival the famous Spanish terçios. Of their tactical value they gave proof also in the famous battle of Ravenna (1512). In the XVIth Century Italian captains were often charged to train the first permanent national bodies of infantry raised by the Italian States and developed the tactical use of firearms. Thanks to Italian captains’ revolutionary conception of warfare few of the first steps were moved of the process through which the art of war evolved into a branch of Science. Keywords: Late Renaissance - Di Naldo - Brisguels - Infantry - Firearmy

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