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Appunti per una storia sociale ed economica dell’ager Ariminensis: il contributo delle iscrizioni

Vitelli Casella Mattia
Articolo Immagine
ISSN:
0393-7216
Rivista:
ATTI E MEMORIE. Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna
Anno:
2019
Numero:
LXIX
Fascicolo:
ATTI E MEMORIE N. LIXIX 2019

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L’articolo è dedicato al contributo fornito dalle attestazioni epigrafiche per delineare popolamento, società ed economia dell’ager della romana Ariminum. Il primo punto affrontato è la definizione del territorio da prendere in considerazione e quindi il problema degli antichi confini con il fiume Tavollo come limite meridionale e l’esclusione della media Valmarecchia. Dallo spazio così delimitato provengono 56 iscrizioni, innanzitutto sepolcrali tratte da sepolcreti prediali, poiché la campagna centuriata era per lo più occupata da fattorie e villae, come già verificato dall’archeologia. Grazie all’apporto dell’epigrafia veniamo a conoscenza del fatto che le persone erano generalmente ingenui, piccoli proprietari terrieri di origine italica. Quanto all’economia, l’attività più praticata era naturalmente quella agricola, rivolta soprattutto alla coltura di cereali, vino e olivo, ma ben attestati sono anche gli ateliers ceramici, spesso annessi alle abitazioni. Alcune concentrazioni di iscrizioni corrispondono ad antichi villaggi sorti lungo le strade in un quadro altrimenti di popolamento sparso. Eccezioni alla condizione sociale citata sono liberti ricchi, ad esempio seviri, e schiavi presenti solo nella parte meridionale del territorio, dove si trovavano grandi villae per la produzione vinicola.

Parole chiave: epigrafia, Rimini, campagna, epoca romana, iscrizioni funerarie.

This paper addresses the contribution that epigraphy can provide to describe settlement, society and economy in the territory of Roman Ariminum. First, the author has to determine the space taken into account and therefore has to deal with the issue of ancient borders, of accepting the river Tavollo on South and excluding the middle Marecchia valley. In the so defined territory 56 inscriptions were found, above all sepulchral ones coming from predial necropolises, because the soil was mostly occupied by farms and villas in centuriated countryside, as already verified by archaeologic excavations. Thanks to the available inscriptions we learn that people are most freemen, little landowners and all of them seem to be of Italic origin. As for economy, the most practiced work was of course agriculture, devoted in particular to vineyard, cereals and olive, but brick workshops were very common as well and often were annexed to villas. Some concentrations of epigraphic documents correspond to ancient villages located along the main roads among the widespread settlement. Exceptions to the above outlined situation are some freedmen and slaves: the former ones often were rich, e.g. seviri, the latter ones let suppose that in the Southern part of the territory were located big villas for wine production.

Keyword: epigraphy, Rimini, countryside, Roman times, funerary inscriptions.