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L’aperta campagna e soprattutto il giardino costituiscono il “laboratorio” dei pittori impressionisti che sono anche esperti giardinieri. Questa tendenza artistica di fine ottocento si accompagna al rinnovamento che si ha nella progettazione dei giardini cosiddetti “moderni”, pieni di colori e fiori esotici, giunti soprattutto dall’Oriente, grazie ai viaggi dei “cacciatori di piante” ottocenteschi e allo sviluppo del vivaismo che crea tantissimi nuovi ibridi e varietà delle specie ornamentali. Diventano di moda i nuovi ibridi di rosa, di dalia, di crisantemo, di rododendro, di iris ecc. che i pittori coltivano e ritraggono senza curarsi dell’accuratezza e della precisione botanica, ma cercando solo di ricreare a colpi di pennello l’impressione che luci e colori producono sull’artista.








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