I discorsi giudiziari presenti nel Corpus Lysiacum si rivelano particolarmente utili per chi voglia ricostruire sia gli eventi storici, sia la vita quotidiana dell’Atene di fine V, inizio IV sec. a.C. Nello stesso tempo, poiché l’obiettivo del processo non era tanto accertare la verità quanto persuadere una giuria avvezza agli spettacoli teatrali e, più in generale, alle forme letterarie contemporanee, le scene e i personaggi delineati dal logografo risentono del loro influsso (in primis della commedia e della novella). In tale contesto, l’orazione Per l’invalido risulta paradigmatica: da un lato, offre una significativa testimonianza sia sulle politiche di sostegno ai disabili dell’Atene del tempo, sia sulle limitazioni e i pregiudizi a cui essi soggiacevano; dall’altro, l’efficace caratterizzazione del protagonista e le argomentazioni utilizzate nella sua difesa consentono di entrare nel laboratorio dello scrittore e cogliere l’eco non solo di generi letterari più nobili, ma anche del dibattito culturale di quegli anni.
È laureata in Lettere classiche presso l’Università degli studi di Bologna, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Filologia greca e latina presso l’Università degli Studi di Parma e collabora con il DUSIC della stessa Università. Ha insegnato lingua e letteratura greca e latina presso il liceo G.D. Romagnosi di Parma. Suoi ambiti di ricerca sono la condizione della donna nella Grecia antica (in special modo la misoginia), l’oratoria (il Corpus Lysiacum), la commedia, con particolare attenzione alle intersezioni tra i generi. Ha curato una traduzione con commento degli Uccelli di Aristofane (2022).
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