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Per un Mahler cisalpino. Un secolo di Sprechgesang

Mioli Piero (curatore)
Per un Mahler cisalpino. Un secolo di Sprechgesang
ISBN/EAN: 9788855533379
Pubblicazione: 2016
Pagine: 226
Formato: 17 x 24
Materia: Musica
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Per un Mahler cisalpino. Un secolo di Sprechgesang

La “Libreria Filarmonica”, collana che raccoglie gli atti dei convegni organizzati annualmente dalla Regia Accademia Filarmonica di Bologna, si arricchisce quest’anno di un numero doppio, nel quale confluiscono gli atti di due convegni tenutisi rispettivamente nel 2011 e nel 2012: Per un Mahler cisalpino e Un secolo di Sprechgesang. Il volume doppio, sesto e settimo della collana, curato come tutti i precedenti da Piero Mioli, si riferisce a due giornate di studio tenutesi presso l’Accademia Filarmonica l’8 ottobre 2011 e il 16 ottobre 2012. È la prima volta che, in questa collana, si pubblica un numero doppio. Nella sua Introduzione Piero Mioli ne spiega le ragioni, rammaricandosene un poco anche per una possibile critica di rallentamento e impoverimento della “Libreria”. Non si può che essere d’accordo con lui. Ci viene tuttavia in soccorso l’anno speciale in cui questo numero doppio vede la luce: il 2016, proprio quello in cui ricorre il 350° anniversario della fondazione dell’Accademia Filarmonica. E dunque, se lo si vuole, si può pensare a questo numero doppio come ad un evento speciale strettamente connesso al settimo giubileo accademico. Le due parti del volume – come a dire i due convegni – affrontano temi ovviamente assai diversi fra loro. Tuttavia non è difficile notare che queste due parti risultano in qualche modo inanellate da quel filo sottile che proprio da Mahler, soprattutto l’ultimo Mahler e in modo esemplare la sua incompiuta Decima Sinfonia, portano sia allo Schönberg del monodramma Erwartung, ad esempio, sia proprio allo Schönberg del Pierrot Lunaire: vale a dire da quel canto disperatamente impotente che proprio nell’estrema sinfonia mahleriana e nel primo Schönberg si leva sino a ferire mortalmente l’espressione, al suo rovescio, ossia la negazione del canto “puro”, l’impossibilità del canto se non attraverso il suo diluirsi nella parola subito dopo esserne stato generato. Dopo una Introduzione in cui inquadra il senso generale del volume che raccoglie gli atti dei due convegni, Piero Mioli apre quelli del convegno mahleriano con un ampio ritratto a tutto tondo del Mahler uomo e artista, compositore e direttore, spianando così la strada agli interventi “a tema”, in particolare sulle mahleriane “fortune” cisalpine, ad opera di Giuliano Simionato, Gherardo Ghirardini, Aldo Nicastro, e su “presenze, amicizie e confronti”, con i contributi di Luisa Zanoncelli, Ermanno Comuzio, Antonio Castronuovo e Primož Kuret. Gli atti del convegno schönberghiano offrono al lettore due prospettive complementari: sullo “stile” dello Sprechgesang, con relazioni di Giovanni Guanti, Marco Montaguti, Antonio Castronuovo, Pier Paolo Scattolin, e sulle “tradizioni” innestatesi sull’originale schönberghiano, con interventi di Paolo Petazzi, Daniela Tortora, Vincenzo Ramón Bisogni, Sergio Miceli. Se dunque la forma di questo nuovo arrivato nella “Libreria Filarmonica” può forse far pensare ad un volume ove due parti solo per ventura si trovano assemblate in un’unica rilegatura e avvolte da un’unica copertina, la sostanza, la lettura delle molte relazioni può invece portare a ben altro: a riflettere su quanto di cisalpino ci sia in entrambi questi due giganti della storia della musica, accomunati dal percorrere entrambi gli stessi binari che dall’estremo Ottocento e dal primo Novecento portano alle più lontane, inesplorate ed inimmaginate terre musicali. Così come accomunati e intrecciati sono alcuni particolari biografi ci nient’affatto insignificanti: nel 1911, anno della morte di Gustav Mahler, Arnold Schönberg gli dedica la sua superlativa Harmonielehre, appena terminata di scrivere; nel 1949 Alma Mahler chiede all’ormai settantacinquenne Schönberg – che declina l’offerta proprio per ragioni di età – di completare la Decima Sinfonia di Mahler. Un circolo che si chiude, un’avventura che termina proprio laddove era cominciata.Per l’ideazione, l’organizzazione e il coordinamento dei due Convegni e per la paziente, attenta e autorevole curatela di questo volume doppio che ne raccoglie gli Atti, è gradito e d’obbligo un ringraziamento doppio a Piero Mioli, Consigliere d’Arte della Regia Accademia Filarmonica, da parte di tutti gli Accademici e mia personale.

Loris Azzaroni

Presidente della Regia Accademia Filarmonica

INDICE

Mioli Piero

Bolognese, Piero Mioli insegna storia della musica, è consigliere dell’Accademia Filarmonica e presidente della Cappella dei Servi, svolge attività di divulgatore e conferenziere. Come storico della musica ha pubblicato saggi e volumi su Martini, Gluck, Rossini, Donizetti, Verdi, l’opera e la cantata in genere. Ha curato un manuale di storia della musica, diversi atti di convegno ed edizioni integrali dei libretti di Verdi, Mozart, Bellini, Rossini e Wagner. Attende ai testi di una collana di volumi fotografici relativi ai maggiori teatri lirici d'Italia. Fra gli ultimi libri, oltre alla ristampa del Dizionario di musica classica in due volumi e di Rossini: Il melodramma romantico; L'opera italiana del Novecento; Donizetti: la figura, la musica, la scena.


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